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Liceo Scientifico di Stato 'Giuseppe Battaglini' - Taranto

Il Liceo Scientifico Quadriennale: una sfida vincente

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Dal prossimo anno scolastico sarà possibile, al Liceo Battaglini, diplomarsi in quattro anni anziché in cinque. Con Decreto del MIUR 1568 del 28 dicembre 2017 la nostra scuola, unica in tutta la provincia di Taranto, è stata prescelta per ricevere l'autorizzazione ad attivare un Liceo scientifico quadriennale sperimentale. Il progetto si inserisce nel Piano di innovazione ordinamentale che, a partire dal prossimo anno scolastico, coinvolgerà cento scuole in Italia. Il percorso didattico garantisce il raggiungimento degli obiettivi formativi degli attuali ordinamenti, ma prepara gli studenti a intraprendere gli studi universitari a diciotto anni.

Il MIUR ha premiato il piano di sperimentazione messo a punto dal nostro Liceo, che ha dimostrato di possedere i requisiti necessari all’avvio del “Liceo 4”. La nostra proposta si è distinta per l’elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio (con specifica curvatura sullo studio delle discipline scientifiche), per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil (lo studio delle discipline curricolari in lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali e l’università.

Occorre ricordare che questa sperimentazione si pone in continuità con un percorso già avviato da tempo in Italia, su richiesta da parte di singole scuole fin dal DM 904/2013 firmato dal ministro Maria Chiara Carrozza. Siamo dunque di fronte alla prosecuzione di un’esperienza già in atto da parte di una decina di Istituti italiani, alcuni dei quali hanno già completato il percorso, mentre altri sono in dirittura d’arrivo quest’anno. Non si tratta, dunque, di una innovazione intrapresa “alla cieca”.

Le ragioni dell’innovazione: continuità e apertura all’Europa

È importante partire dalle ragioni che hanno spinto il MIUR e le scuole stesse a raccogliere questa sfida, senza dimenticarne il carattere sperimentale, che implicherà una valutazione annuale e una conclusiva, ad opera di un Comitato Scientifico Nazionale supportato da analoghi comitati regionali e da misure di accompagnamento. Le ragioni per sperimentare sono molteplici e vanno dall’esigenza di allineare tendenzialmente l’età in uscita dalla scuola superiore di una quota di studenti italiani con quella dei coetanei di altri paesi europei alla necessità di recuperare l’aumento di un anno per conseguire la laurea in molti percorsi, passati da quadriennali a quinquennali per effetto del 3+2 introdotto dal Decreto 3 novembre 1999, n. 509 (modificato dal decreto 22 ottobre 2004, n. 270), fin anche al bisogno di suscitare una spinta innovativa nella scuola secondaria, mediante la revisione dei piani di studio, l’attuazione di nuove forme organizzative, l’introduzione di nuovi modelli di apprendimento, la personalizzazione degli itinerari e la diversificazione dell’azione didattica.

Può essere importante riflettere sul fatto che i tutti i Licei italiani all’estero hanno già durata quadriennale; inoltre per accedere al percorso universitario italiano lo Stato riconosce la validità dei titoli di studio esteri conseguiti al termine di un periodo di almeno dodici anni. La normativa italiana tiene dunque conto del fatto che il periodo scolastico di tredici anni, vigente in Italia, non costituisce norma generale, anzi prevalgono i percorsi di durata inferiore (dodici, undici e persino dieci anni). D’altro canto la spinta a sperimentare da parte delle scuole sembra ravvisarsi nella straordinaria occasione che viene offerta per praticare un’autonomia in direzione di un’innovazione strutturale profonda, che investe soprattutto i curricoli e le metodologie.

Alcuni rischi da valutare: come li affrontiamo

Parimenti esistono dei rischi, che dipendono in gran parte da come il modello di abbreviazione sarà implementato: dal possibile stress e affaticamento dovuto all’eventuale aumento del tempo scuola per compensare la riduzione di un anno del percorso all’assenza di adeguate misure di accompagnamento da parte del MIUR, all’effettiva presenza di professionalità docenti in grado di applicare con competenza ed esperienza nuovi modelli didattici. Di fronte a queste eventuali criticità il nostro Liceo si è già attrezzato. È allo studio un piano di rimodulazione “flessibile” dell’orario scolastico che consentirebbe agli studenti di diluire l’apprendimento in periodi scolastici più ampi, anticipando l’inizio del primo quadrimestre e prolungando la conclusione del secondo quadrimestre. Si è già attivato un canale di comunicazione specifico e diretto sia con il MIUR sia con l’Ufficio Scolastico Regionale, per il monitoraggio “in tempo reale” delle attività organizzative e didattiche connesse con il “Liceo 4”. Infine si è avviata, a livello di Istituto, una seria riflessione pedagogico-didattica sulle modalità e i criteri di selezione dei docenti impegnati nella sperimentazione.

Il know-how operativo del nostro Liceo quadriennale

In relazione alle scuole autorizzate alla sperimentazione dall’anno 2014, sono già stati messi in luce alcuni fattori per una buona riuscita del progetto di innovazione. In primo luogo l’innesto della sperimentazione su un’attitudine consolidata all’innovazione, e su una vision di scuola che faccia propria la ricerca didattica e metodologica come habitus professionale. Ad una prima analisi dei selezionati si hanno buone ragioni per credere che questo aspetto abbia avuto un peso elevato nella scelta delle scuole, compreso il Liceo Battaglini. Non passa inosservata infatti la presenza, nell’elenco delle cento scuole, di ben venti istituti già attivamente impegnati in un importante percorso di ricerca sull’innovazione, come fondatori e adottanti del movimento “Avanguardie Educative” guidato da INDIRE.

Una revisione dei curricoli necessita di un gruppo di lavoro ampio, con rappresentanti di tutte le discipline, impegnati non già in una potatura dei contenuti ma in un’attività di analisi disciplinare, per la costruzione di curricoli per competenze, in cui siano fatte salve quelle previste per l’ordinamento quinquennale, ma ridistribuite in un diverso percorso, e perseguite attraverso metodologie didattiche in grado di coinvolgere attivamente gli studenti proprio per evitare il rischio di giornate scolastiche più lunghe e difficilmente sostenibili se meramente trasmissive. Anche la disponibilità di risorse tecnologiche e di ambienti di apprendimento adeguati rappresenta una variabile non secondaria. Tra chi ha già sperimentato si sottolinea infatti la necessità di garantire un’elevata qualità dell’apprendimento, non solo quello che si promuove nell’ambiente scolastico, attraverso aule dal setting flessibile e laboratoriale, ma anche quello che si attua dopo e fuori la scuola, attraverso strumenti, anche virtuali, che ne sostengano la dimensione individuale e personalizzata, e parimenti possano ricrearne la dimensione sociale.

Un modello solo per studenti “talentuosi”? No, ma per studenti “curiosi” che hanno voglia di imparare

La sperimentazione del “Liceo 4” in un numero limitato di Istituti, non dovrebbe di per sé configurarsi come un’offerta formativa “supplementare” solo per il sostegno dei “talenti”. Infatti non è previsto alcun particolare sbarramento in ingresso che debba consentire la frequenza dei corsi quadriennali ai soli studenti meglio valutati e “brillanti”. Piuttosto, proprio per il forte elemento di novità del “Liceo 4” rispetto a tutte le forme precedenti di promozione delle “eccellenze” (la facoltà dei cosiddetti “ottisti” di sostenere anticipatamente l’Esame di Stato), si apre uno scenario del tutto inedito per valorizzare le vere competenze di apprendimento, che tutti gli studenti possono sviluppare: comunicazione nella madrelingua; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale; imparare a imparare; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e di imprenditorialità; consapevolezza ed espressione culturale. Il “Liceo 4” serve a rendere più consapevole e più dinamico lo sviluppo degli obiettivi che tutta la scuola è chiamata ad accompagnare.

I fattori di successo

Il Liceo Battaglini, come tutte le altre le scuole che hanno già intrapreso il percorso di sperimentazione, evidenzia questi ed altri denominatori comuni:  l’internazionalizzazione dell’insegnamento, garantita anche dall’impiego ampio e diffuso del Clil; la personalizzazione; l’innovazione metodologica, fondata su un impianto didattico per competenze disciplinari e trasversali, con ampio ricorso all’interdisciplinarietà. Decisivo è per noi la disponibilità di un corpo docente altamente motivato, pronto a mettersi in gioco e a mantenersi in un cammino di ricerca e di sviluppo della propria professionalità. È su queste basi antiche e nuove, audaci e sicure, che ci stiamo preparando con i nostri studenti e le loro famiglie alla “grande avventura” del Liceo quadriennale.

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